Virosi o Psicosi?

Quello che sta accadendo a livello globale e nazionale è una questione seria, da inizio anno infatti la nuova epidemia da COVID-19 sta imperversando in modo inaspettato. Prima la provincia di Wuhan in Cina, successivamente anche qui in Italia.

Al momento attuale gli infetti nel nostro Paese superano i 400 e i morti sono arrivati a quota 12. Questi numeri, sin dalla più piccola cifra hanno portato il Governo centrale e quelli regionali ad attuare politiche, tali da mettere in sicurezza il nostro bene primario: la salute.
Notizia di poche ore fa, anche la nostra regione è stata “colpita” da un caso. Un caso isolato proveniente da uno dei focolai italiani che è stato prontamente isolato e ricoverato. Ovviamente la macchina amministrativa si è attivata per mettere in essere tutte quelle attività concordate dal Governo centrale, ma con essa anche la macchina della psicosi si è attivata, anche nel nostro Politecnico.

Un’associazione del nostro Politecnico ha pensato bene, invece di aspettare direttive ufficiali o almeno che ci sia un momento di confronto interno agli organi del nostro Politecnico, di interpellare attraverso il Presidente del Consiglio degli Studenti (senza consultazione alcuna dello stesso), oltre che il nostro Magnifico Rettore e quelli di tutta la nostra Regione, anche il Presidente Emiliano. Nella richiesta in oggetto questa associazione si è fatta paladina di tutta la comunità studentesca, senza consultarla, chiedendo a gran voce che si faccia il possibile per preservare la salute di noi studenti, proponendo “l’interruzione delle attività didattiche fino a nuovo aggiornamento”. Per noi di Studenti Democratici questo è un atto inaccettabile. Quello a cui assistiamo è un voler cavalcare una psicosi generale che oltre a creare la mancata rappresentanza di noi studenti da parte dei ruoli incaricati, scaturisce un danno gravissimo: per la carriera visto il periodo di esami, inizio lezioni e vicinanza degli appelli di laurea. La sospensione delle attività didattiche deve essere una scelta relegata alle autorità competenti che sicuramente avranno i dati alla mano per poter decidere la sospensione.
La prevenzione alla psicosi e all’irrazionalità restano le uniche chiavi del vivere democratico e civile, anche in casi di emergenza come questi.
Con questo nostro pensiero ci auspichiamo che la situazione si possa risolvere al più presto e che l’emergenza non attacchi la normalità.