DOPO AVER PAGATO 1,2,3° RATA LA BIBLIOTECA E’ IN CHIUSURA ANTICIPATA!

Uno degli aspetti più tragici delle ultime gestioni ministeriali è il progressivo calo negli investimenti sull’istruzione pubblica. Purtroppo, va riconosciuto che quello che è costituzionalmente un diritto di tutti sta diventando col passare del tempo un bene privato. E questa triste verità, che a livello macroscopico riguarda tutto il paese e ripone le proprie radici in scelte politiche e governative, e che ha colpito pure il nostro Ateneo, il Politecnico di Bari.

Prima di tutto, c’è da considerare che per ottenere una buona preparazione, servono davvero tanti soldi. Al di fuori delle rette universitarie, basti pensare alle spese di mantenimento dei fuori sede, il costo dei libri, le spese di trasporto. E questo è un onere enorme per moltissimi nuclei familiari. Per ovviare a queste problematiche le università, tra cui il Politecnico di Bari, si sono dotate di biblioteche e strutture indispensabili per lo studio. Queste non rappresentano semplicemente un luogo di ritrovo per colleghi di corso: ci sono libri di testo, che possono essere presi in prestito gratuitamente da chi ne ha bisogno; permettono agli studenti di colmare le ore tra una lezione e l’altra, studiando e adoperando in maniera costruttiva il proprio tempo; facilitano la collaborazione tra colleghi nello studio e così via.

In sintesi, le biblioteche costituiscono un servizio irrinunciabile e sono diventate il vero emblema dello studio universitario.

Da anni, però, nel nostro Ateneo, molti servizi della Biblioteca Centrale sono finanziati dal Consiglio degli Studenti. E’ un bene pubblico e dovrebbe essere sostenuta con fondi statali, perché parte essenziale dello studio, tanto quanto le aule di lezione ordinaria. Nonostante tutto, anno dopo anno l’amministrazione richiede un supporto economico al CdS, con la promessa di rimediare a breve all’assenza di fondi. Così non è stato. Anzi, in pieno periodo di esami, la direzione della Biblioteca Centrale ci ha comunicato che i fondi forniti dal CdS sono esauriti e l’utilizzo della biblioteca verrà razionato.

Ci riteniamo insoddisfatti della decisione presa, perché inevitabilmente chi ne risentirà siamo noi studenti. Perdiamo probabilmente il miglior servizio che ci era offerto e che a lungo siamo stati addirittura disposti a finanziare con fondi nostri, purché non ne fossimo privati.

Chiediamo una soluzione alternativa.

Lo studio è un diritto di tutti. Difendiamolo.

STUDENTI DEMOCRATICI

Studenti Democratici

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