“OGGI PARIGI PIANGE”

“OGGI PARIGI PIANGE.

Non siamo ancora riusciti a realizzare bene cosa sia successo e che cosa sta ancora accadendo. Svegliarsi così non è bello. Aprendo la finestra ti accorgi di un silenzio molto strano, irreale. Non siamo ovviamente ancora tornati alla normalità: la metro, i RER, i bus ed i tram funzionano -ci hanno detto- a singhiozzo ma nessuno si sogna di avventurarsi per strada in quella che oggi è una città fantasma, ferita nel profondo, ancora sporca di sangue.
L’abbiamo vissuta davvero molto male. MAI prima d’ora ciò che si vede in tv è entrato così forte e prepotentemente nelle nostre giornate, nella nostra vita. Abbiamo passato la notte tutti vicini di fronte alla tv ascoltando il telegiornale e le parole di Hollande. Fuori l’inferno. Prima uno. Due. Tre. Quattro… Non li contavamo più. Vedevamo solo la mappa di Parigi arricchirsi di puntini rossi. Alcuni amici bloccati in locali in Rue Mouffetarde: impossibile uscire e tornare a casa. Altri bloccati non si sa dove. Telefoni che squillavano all’impazzata, genitori e amici ansiosi di capire come stavamo, dove stavamo, cosa stava succedendo.

L’hashtag “‪#‎portesouvertes‬” correva veloce. Alcuni amici che erano qui per cena son rimasti con noi per la notte. Poi le notizie rassicuranti degli amici che tornavano a casa “Guida in stato di ebbrezza, sotto effetto di stupefacenti, sensi vietati e semafori ignorati, dato un passaggio a persone in autostop, ma alla fine tutto bene. Finalmente posso fare la pipì nel mio gabinetto.”


Si dice sia finita ma la paura è ancora tanta. Non si son sentiti spari o bombe qui, solo sirene e sirene, il cielo sopra Parigi era, ed è ancora, pieno di aerei ed elicotteri. “Tutto bloccato, frontiere chiuse” ci dicono. Siamo in stato di guerra e siamo proprio nell’occhio del ciclone.


“Allah è grande. E’ l’uomo che fa schifo”. Siamo qui tutti insieme: tutti i colori, tutte le razze, tutte le religioni, tutti abbracciati. Tutti condanniamo unanimemente quello che è successo. Non si deve morire così in nome di nessun ideale al mondo.


Ce la caveremo, siamo vivi, fortunatamente non eravamo in nessuno di quei luoghi al momento degli attentati ma, ovviamente, sono luoghi che frequentiamo tutti i giorni, è casa nostra.
Una notte difficile, che non dimenticheremo facilmente. Una gran bella notte di merda. Oggi Parigi piange.”

Testimonianza di Leonardo Suriano, ex studente del Politecnico di Bari, dottorando all’Ecole Polytechnique de Paris.

STUDENTI DEMOCRATICI.

Studenti Democratici

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